Clima e SARS-CoV2


Esiste una relazione tra incidenza di COVID-19  e caratteristiche demografiche e climatologiche di differenti Paesi? La luce solare protegge da SARS-CoV-2?

Dopo la sua comparsa in Cina, il virus si è rapidamente diffuso in tutto il mondo, portando con sé tragiche conseguenze. Poco noti sono i fattori che hanno determinato una tale rapida diffusione; il fatto che siano stati maggiormente colpiti territori dell’entroterra, più che zone costiere, fa ritenere che fattori climatici possano aver avuto un ruolo nell’influenzare il decorso dell’epidemia.

Guasp M e coll., attraverso l’analisi di dati relativi a densità di popolazione, numero di casi COVID- 19 e informazioni su misure giornaliere di variabili meteorologiche (umidità, temperatura, pressione sul livello del mare, velocità del vento etc.) hanno voluto calcolare l’incidenza cumulativa di COVID-19/100.000 abitanti di Paesi più colpiti (Cina, Italia, USA, Spagna, Canada e Australia).

L’analisi è stata condotta nel mese di marzo, periodo di maggior impatto dell’epidemia.

E’ risultato che l’incidenza cumulativa di COVID-19 era altamente variabile in tutto il mondo (media 6,4 / 100.000 abitanti, IQR 0,4 – 48,3) e che il tasso medio di mortalità era dell’1% (0 – 3,5%). Densità di popolazione ed entità di irraggiamento solare risultavano significativamente correlate con l’insorgenza di COVID-19. Con il modello di regressione lineare multipla, sia la densità di popolazione (p = 0,019) che l’irradiazione solare orizzontale globale (p = 0,027) risultavano essere predittivi, in modo indipendente, dell’incidenza cumulativa di COVID-19.

Ad oggi non è chiaro come si diffonderà la pandemia e se avrà una natura stagionale.

Studi effettuati in corso di malattie virali, come l’influenza, avrebbero dimostrato che temperatura o umidità possono incidere in modo limitato; per contro, gli attuali risultati  dimostrerebbero che l’influenza delle radiazioni ultraviolette può essere più importante di qualsiasi altro fattore climatologico nel condizionare la diffusione di COVID – 19.

Raggi UV-B della luce solare sono il principale virucida ecologico: tale effetto è molto più rilevante di  quello di altri fattori fisici primari, come la temperatura e l’umidità relativa. SARS- CoV-2  può contaminare  l’ambiente  rimanendo attivo sulla superficie di vari materiali per diverse ore o giorni: radiazioni ultraviolette potrebbero aiutare ad inattivare il virus, come succede nel verificarsi stagionale di pandemie influenzali.

In conclusione, è noto che il trend epidemico è modulato da importanti fattori, quali densità di popolazione, contatti interpersonali, misure messe in atto per il contrasto alla diffusione del virus;  tuttavia gli attuali  risultati confermano le proprietà sterilizzanti di raggi UV-B e suggeriscono che l’aumentata esposizione alla luce solare dei mesi estivi potrebbe aiutare nell’ appiattimento della curva epidemica.

Riferimenti

Guasp M. et al. Higher solar irradiance is associated with a lower incidence of COVID-19. Clinical Infectious Diseases, ciaa575, https://doi.org/10.1093/cid/ciaa575