COVID-19. Vaccinazione delle donne in gravidanza e allattamento


Cosa sappiamo

  1. Le donne che contraggono SARS-CoV-2 in gravidanza hanno un rischio più alto di malattia grave e mortale rispetto alle donne infettate non in gravidanza. Nel 5-6% è necessario il ricovero in ospedale.
  2. Le donne che sviluppano COVID-19 in forma critica o grave durante la gravidanza, hanno un rischio aumentato di aborto e nascita pretermine, calcolato in 10 – 25% dei casi, con punte del 60% nella malattia grave. Il rischio è legato sia alla malattia che ai farmaci utilizzati per curarla (rischio iatrogeno).
  3. Gli studi per lo sviluppo dei vaccini e dei farmaci contro il Coronavirus, e le sperimentazioni cliniche, non hanno volutamente incluso donne in gravidanza o allattamento. Questa esclusione è giustificata dalla preoccupazione per i potenziali effetti avversi sul feto di un prodotto nuovo somministrato in gravidanza, ed è un problema che riguarda da anni la ricerca clinica in generale, condizionata anche dalla paura di interminabili e costosissimi ricorsi legali.
  4. È ormai chiaro che l’infezione precoce del neonato da parte di SARS-CoV-2 è un evento raro, ma non si sa se la risposta immunitaria al virus della madre protegga il feto.
  5. Per le donne in allattamento i dati sul rapporto rischio/beneficio della vaccinazione sono ugualmente carenti. Nulla si può affermare nemmeno sui potenziali benefici di protezione del neonato attraverso il passaggio passivo degli anticorpi nel latte materno.

Una riflessione su questi dati

Punti 1-2. Prevenire l’infezione da Covid-19 è molto importante sia per la madre che per il feto.

Punto 3. Le vaccinazioni durante la gravidanza sono comuni, e raccomandate per proteggere madre e figlio da altre malattie infettive quali influenza e pertosse. I dati sulla sicurezza ed efficacia di questi vaccini, contenenti virus vivi attenuati, sono numerosi. I vaccini a mRNA anti-SARS-CoV-2 sono certamente diversi da questi, ma potenzialmente hanno dei vantaggi, non contenendo né virus interi né acidi nucleici in grado di replicarsi. Sono dunque immunogenici, ma non infettivi. Del resto, vaccini di questo tipo sono stati usati negli ultimi 10 anni in donne gravide, a fronte del rischio di malattie devastanti come quella da virus Zika o diversi tipi di cancro, quali quello mammario e il melanoma.

Punto 4. Mancando gli studi sistematici, i dati disponibili derivano dall’osservazione delle gravidanze nella pandemia e, in modo limitato, dalle donne che sono rimaste incidentalmente incinte durante la loro partecipazione a una sperimentazione clinica sui vaccini.

Punto 5. A livello teorico, si ritiene improbabile che le molecole di mRNA, veicolati nel vaccino da nanoparticelle lipidiche, raggiungano il tessuto mammario intatte e passino nel latte.  Qui comunque sarebbero digerite dal bambino, con abolizione di qualsiasi effetto biologico.

A che punto è la ricerca

Pfizer e BioNTech hanno fatto sapere che è iniziato lo studio globale di fase II/III per valutare l’efficacia del vaccino BNT162b2, basato su mRNA, nella prevenzione di COVID-19 in donne incinte. La sperimentazione sarà condotta in Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile, Cile, Mozambico, Sudafrica, Regno Unito e Spagna. Circa 4000 donne incinte in buona salute di 18 anni e più riceveranno in modo casuale due dosi di vaccino BNT162b2 o di placebo, a distanza di 21 giorni l’una dall’altra. La vaccinazione verrà effettuata durante la 24a-34a settimane di gestazione. Lo studio comprenderà anche i neonati; questi saranno seguiti per i sei mesi successivi alla nascita al fine di verificare se esiste passaggio di anticorpi della madre al bambino.

Conclusioni

  • Covid-19 può essere più grave in gravidanza, con rischi importanti per il proseguimento e l’esito della gravidanza stessa, per la salute della madre, del feto e poi del neonato.
  • La vaccinazione può prevenire o attenuare la malattia.
  • Ad oggi, non esistono raccomandazioni per la vaccinazione in gravidanza e durante l’allattamento. Si è pertanto in attesa dei risultati della sperimentazione Pfizer-BioNTech sopra citata.
  • La scelta di vaccinare deve essere individuale, dopo attenta valutazione dei rischi e benefici. Il medico ha un ruolo determinante nel guidare la sua paziente ad una scelta consapevole. Egli ha a disposizione i dati sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini anti-SARS-CoV-2nella popolazione generale, sull’uso di altri vaccini in gravidanza, e i dati, seppur limitati, riguardanti le donne in gravidanza e allattamento che si sono vaccinate. Conoscendo l’importanza della vaccinazione e il meccanismo con cui induce una risposta immunitaria, può porre l’accento sul beneficio della prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2 a fronte di un rischio, per quanto ancora non definibile, possibilmente limitato per il feto e un potenziale beneficio per il neonato. Sarà fondamentale la conoscenza delle condizioni della paziente e l’empatia della reciproca relazione per soppesare i vantaggi della vaccinazione rispetto ai rischi, reali o teorici che siano.

Riferimenti

Adhikari E.H., Spong C.Y. Covid-19 Vaccination in Pregnant and Lactating Women. JAMA, February 8, 2021. https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2776449

Vaccino COVID-19 di Pfizer e BioNTech, al via i test nelle donne incinte. https://www.pharmastar.it/news/covid19/vaccino-covid-19-di-pfizer-e-biontech-al-via-i-test-nelle-donne-incinte-34672#.YDKEv_IFemk.gmail