Sars-CoV-2 e complicanze gravi correlate: quanto è protettiva la vaccinazione o una precedente infezione?


La vaccinazione anti COVID19 si è dimostrata altamente efficace nel ridurre l’ospedalizzazione e la morte. Tuttavia, per il declino nel tempo della risposta immunitaria e l’arrivo di nuove varianti virali, l’effetto protettivo tende a ridursi, sia dopo somministrazione di vaccini mRNA che di vaccini a vettore virale.  La ricerca ha però evidenziato che in soggetti sottoposti a dosi di richiamo si riduce il rischio di infezione e di gravi complicanze correlate, rispetto a popolazioni non potenziate. La dose di richiamo è pertanto raccomandata a partire da 5 mesi dal completamento della serie iniziale, mentre in soggetti immunocompromessi l’intervallo consigliato è inferiore ( 3 mesi).

Ad oggi non è perfettamente definito quale sia l’incidenza di COVID-19 e relative complicanze dopo vaccinazione semplice o potenziata; Kelly DJ e coll. hanno voluto approfondire il problema attraverso uno studio retrospettivo in vaccinati con  BNT162b2 (Pfizer-BioNTech), mRNA-1273 (Moderna) e Ad26.COV2.S (Janssen/ Johnson & Johnson).

L’indagine ha coinvolto una coorte di 1 610 719 soggetti assisiti presso le strutture sanitarie della Veterans Health Administration degli Stati Uniti, nel periodo 1 luglio 2021 – 30 maggio 2022: di questi, il 68% aveva un’età ≥ 65 anni; il 70% presentava comorbidità ad alto rischio e il 10% condizioni di immunocompromissione.

L’analisi dei dati ha permesso di evidenziare che nei sei mesi successivi alla vaccinazione, 125 persone su 10.000 hanno contratto l’infezione; 8,9 / 10.000 sono state ospedalizzate per polmonite COVD-19, e 3,4 / 10.000 sono decedute. Per quanto riguarda popolazioni a maggior rischio, l’incidenza di forme gravi è risultata di

  • 1, 9/10.000 in soggetti di età => 65 anni
  • 6,7 /10.000 in soggetti con comorbidità
  • 39,6 /10.000 in immunodepressi.

Gli autori confermano pertanto l’efficacia protettiva dell’immunoprofilassi potenziata, sia con vaccini mRNA che a vettore virale. 

Uno studio sullo stesso tema è stato realizzato da Lin DY e coll. : l’obiettivo era valutare come si modifica nel tempo la protezione indotta dalla vaccinazione (ciclo completo o potenziato) con BNT162b2, mRNA-1273 e Ad26.COV2.S 9, o da una precedente infezione da SARS-CoV-2, nei confronti di una successiva infezione e dei suoi esiti più gravi  ( ospedalizzazione e morte).

L’indagine è stata  realizzata in Carolina del Nord, e ha interessato 10,6 milioni di residenti: allo scopo è stato utilizzato  il Sistema di sorveglianza di COVID-19 e il database del Sistema di gestione del vaccino COVID-19. L’enorme mole di dati a disposizione ha consentito di valutare l’associazione tra:

  • vaccinazione ( con i tre differenti tipi di vaccino) e infezione da SARS-CoV-2, ricovero e morte,  nell’arco di successivi sei mesi, comprendenti anche il tempo in cui la variante Omicron era predominante
  • booster e infezione da SARS-CoV-2, ricovero e morte,  nell’arco di successivi 8 mesi
  • protezione dalla reinfezione e dalle relative complicanze,  indotta da precedente infezione da SARS-CoV 2, provocata da differenti varianti tra cui Omicron.

Su 10,6 milioni di soggetti coinvolti, il 67% risultava vaccinato; il numero di infezioni da SARS-CoV2  è stato di 2.771.364, con tasso di ospedalizzazione del 6,3% e tasso di mortalità dell’1,4%.

In linea generale, i risultati dello studio avrebbero evidenziato che:

  • l’efficacia stimata di tutti e 3 i vaccini è elevata, soprattutto contro l’ospedalizzazione e la morte per COVID-19; l’efficacia tende tuttavia a diminuire nel tempo. Dopo l’emergere della variante Omicron, l’efficacia stimata del vaccino contro le infezioni risulta inferiore, mentre resta elevata nei confronti delle complicanze gravi  
  • una precedente infezione da SARS-CoV-2 si associa a minor rischio di infezione, ospedalizzazione e morte. Anche per tale condizione la protezione diminuisce nel tempo, specie nei confronti di COVID-19 grave, mentre il rischio di reinfezione con Omicron tende a comparire dopo 4 mesi dalla precedente infezione
  • in soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale la dose booster è associata a protezione, specie nei confronti dell’infezione non complicata. Anche per il booster l’efficacia stimata diminuisce nell’arco di 4-6 mesi, soprattutto in periodi di predominanza Omicron.

In conclusione, il completamento del ciclo vaccinale rispetto all’essere non vaccinati, la somministrazione di booster rispetto alla vaccinazione primaria e una precedente infezione rispetto alla sua assenza sono condizioni significativamente associate a un minor rischio di infezione da SARS-CoV-2 (incluso Omicron) e a conseguenti complicanze severe. La protezione tende comunque a ridursi nel tempo, prevalentemente nei confronti della semplice infezione.

Riferimenti

Kelly JD et al Incidence of Severe COVID-19 Illness Following Vaccination and Booster With BNT162b2, mRNA-1273, and Ad26.COV2.S Vaccines. JAMA September 26, 2022.  doi: 10.1001/jama.2022.17985. https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2796892

Lin DY et al. Association of Primary and Booster Vaccination and Prior Infection with SARS-CoV-2 Infection and Severe COVID-19 Outcomes.JAMA. September 26, 2022. doi:10.1001/jama.2022.17876 https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2796893